4 de junho de 2026

Toscanini rege ‘A Internacional’ no Madison Square Garden

Jornal GGN – Postagem do início de 2012, mas que, por sua beleza, merece um retorno triunfal aos posts. Eis a contribuição de Jorge Rebolla.

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Por Jorge Rebolla

Ao assistir a este vídeo lembrei-me dos camaradas do portal: ho, che, lenin, gramsci, etc… engraçado que com tantos kims geniais e iluminados nenhum dos três deu o ar da graça por aqui. Vale como registro histórico. Pelo regente e pelo local.

Luis Nassif

Jornalista, com passagens por diversos meios impressos e digitais ao longo de mais de 50 anos de carreira, pelo qual recebeu diversos reconhecimentos (Prêmio Esso 1987, Prêmio Comunique-se, Destaque Cofecon, entre outros). Diretor e fundador do Jornal GGN.

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4 Comentários
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  1. Cook

    26 de agosto de 2014 7:22 pm

    international

    Prezado Jorge,como amantes da musica que somos,tenho certeza que voce me salvaria,na hora H,do paredão.Ainda,eu sei,podemos conviver harmonicamente e irmanados,principalmente quando um furacão amorfo ronda nosso velha e salutar briguinha……….A beata chegou pra confundir tudo……ai,ai,ai,,,,éramos felizes !!!!…..sim,,,,,,vendo vc postar “a internacional”sinto que o fim esta próximo………

  2. NICKNAME

    26 de agosto de 2014 7:46 pm

    Meus cumprimentos a Rebolla

    Meus cumprimentos a Rebolla, essencial neste blog! Pela colaboração. E também quando demonstra um ótimo senso de humor que tanta falta nos faz a todos. E que tal A Marselhesa naquela cena em Casablanca, não é de arrepiar?!

  3. Toni

    26 de agosto de 2014 9:06 pm

    Arturo Toscanini

    it.wikipedia.org/wiki/Arturo_Toscanini

    Il regime e l’esilio

    Di idee socialiste e apertamente massone, affiliato all’obbedienza del Grande Oriente d’Italia, divenne negli anni un forte oppositore del fascismo e del nazismo. Infatti, dopo un’iniziale condivisione del programma fascista che lo aveva portato a candidarsi nella lista dei Fasci di Combattimento, a causa del progressivo scivolamento a destra di Mussolinipassò all’antifascismo già prima della marcia su Roma e divenne una voce critica e stonata nella cultura omologata al regime, riuscendo, grazie all’enorme prestigio internazionale, a mantenere l’orchestra della Scala sostanzialmente autonoma nel periodo 19211929. Al riguardo si rifiutò di dirigere la prima di Turandot, dell’amico Giacomo Puccini, se Mussolini fosse stato presente in sala.

    Il 14 maggio 1931, al teatro Comunale di Bologna, dove doveva dirigere un concerto in memoria di Giuseppe Martucci, si rifiutò di eseguire Giovinezza e la Marcia Reale al cospetto di Ciano e Arpinati e venne perciò aggredito e schiaffeggiato dalla “camicia nera” Guglielmo Montani[3] nei pressi di un ingresso laterale del teatro, venendo poi spintonato a terra. Con questi atteggiamenti di aperta ostilità al regime mise in pericolo non solo la carriera, ma la sua stessa vita[senza fonte]: subì una campagna di stampa ostile, sia sul piano artistico che personale, e le autorità disposero un controllo della sua vita privata, con provvedimenti come lo spionaggio delle telefonate e della corrispondenza e il ritiro del passaporto. L’aggressione subita fu alla base della rinuncia a dirigere orchestre in Italia fin quando il fascismo e la monarchia fossero stati al potere.

    Nel 1933 infranse i rapporti anche con la Germania nazista, contestando e rifiutando in malo modo un invito di Hitler ed abbandonando il festival wagneriano di Bayreuth. Nel 1938, dopo l’annessione dell’Austria da parte della Germania, abbandonò anche il festival di Salisburgo, nonostante fosse caldamente invitato a rimanere. Nello stesso anno inaugurò il festival di Lucerna (per l’occasione molti, soprattutto antifascisti, andarono dall’Italia per seguire i suoi concerti) e l’anno successivo, anche a seguito della sempre più dilagante persecuzione razziale, abbandonò l’Europaper gli Stati Uniti.

    Negli Stati Uniti, l’università di Georgetown gli conferì la Laurea honoris causa e fu creata appositamente per lui la NBC Symphony Orchestra, formata dai più virtuosi musicisti americani, che diresse regolarmente dal 1937 al 1954 su radio e televisioni nazionali, divenendo il primo direttore ad assurgere al ruolo di stella dei mass media.

    Palazzo Toscanini a Milano, residenza di Arturo Toscanini, escludendo l’esilio, dal 1909 al 1957

    Continuò dagli Stati Uniti a servirsi della musica per lottare contro il fascismo. Le sue idee lo portarono fino in Palestina, dove nel 1936 fu chiamato a Tel Aviv per il concerto inaugurale della Palestine Symphony Orchestra (ora Israel Philharmonic Orchestra), destinata ad accogliere e a dare lavoro ai musicisti ebrei in fuga dal nazismo, e che diresse gratuitamente. Nel frattempo anche il governo italiano aveva adottato una politica antisemita con la promulgazione delle leggi razziali del 1938, in linea con quelle degli alleati tedeschi. Toscanini mandò su tutte le furie Mussolini quando le definì “roba da medioevo”, ribadendo più volte: “maledetti siano l’asse Roma-Berlino e la pestilenziale atmosfera mussoliniana”. Si adoperò anche per cercare casa e lavoro agli ebrei perseguitati e ai politici fuoriusciti dal regime hitlerianoAlbert Einstein gli scrisse: …Sento la necessità di dirle quanto l’ammiri e la onori. Lei non è soltanto un impareggiabile interprete della letteratura musicale mondiale… Anche nella lotta contro i criminali fascisti lei ha mostrato di essere un uomo di grandissima dignità… Il fatto che esista un simile uomo nel mio tempo compensa molte delle delusioni che si è continuamente costretti a subire.

    Durante la seconda guerra mondiale diresse esclusivamente concerti di beneficenza a favore delle forze armate statunitensi e della Croce Rossa, riuscendo a raccogliere ingenti somme di danaro. Si adoperò anche alla realizzazione di un filmato propagandistico nel quale dirigeva due composizioni di Giuseppe Verdi dall’alto valore simbolico: l’ouverture della Forza del destino e l’Inno delle Nazioni, da lui modificato variando in chiave antifascista l’Inno di Garibaldi e inserendovi l’inno nazionale statunitense e l’Internazionale. Nel 1943 il teatro alla Scala, sui cui muri esterni figuravano scritte quali “lunga vita a Toscanini” e “ritorni Toscanini”, venne parzialmente distrutto durante un violento bombardamento da parte degli alleati. La ricostruzione avvenne in tempi rapidi, grazie anche alle ingenti donazioni versate dal maestro.

  4. Jorge Rebolla

    27 de agosto de 2014 12:25 am

    Um momento fora do tempo: artista, obra e lugar.
    <p>O meu ouvido serve apenas para gostar ou não. A música e o vinho provo e aproveito ou não. As nuances não consigo distinguir, infelizmente.</p><p> [video:[video:https://www.youtube.com/watch?v=XPCmJFlGBGE%5D&nbsp;

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